QUALCUNO DISSE:
...."FINO A QUANDO IL COLORE DELLA PELLE, LE DIFFERENZE RELIGIOSE E DI PENSIERO SARANNO PIU' IMPORTANTI DEL COLORE DEGLI OCCHI, CI SARA' SEMPRE LA GUERRA"......(BOB MARLEY)
COITO*ERGO*SUM
DEDICATO AGLI IMBECILLI
CATALOGO DELLE CAZZATE:
EBBERO DA (RI)DIRE:
DISSI UNA VOLTA:
MI FACCIO I CAZZI DI:
PARLO MALE DI ME
CONTA-BISCHERI
oggi è la festa della zucca.
stasera orde di bambini del mio piccolo e delizioso quartiere verranno a scassare la minchia
suonando i campanelli citando l'ormai famosa frase "dolcetto o scherzetto"?
Ipotesi n. 1: collegare dei fili con il 220 (volt) al campanello;
Ipotesi n.2: attendere i pargoli nascosta nel balcone al buio con un sacco pieno di pietre;
Ipotesi n.3; iniettare del guttalax in alcuni cioccolatini e sorridendo donarli con amore.
Oppure ficcare nel culo una zucca intera ai loro genitori.
E' una questione di mentalità o di carattere?
Non lo so, io so solamente che ho visto una bambina sfinita, che a sei anni lamenta il mal di testa, e a quell'età non è emicrania o cefalea, è solo desiderio di non voler più ascoltare certi discorsi. Le dicono di non raccontare nulla, che altrimenti la portano via dalla mamma. E lei non fa una piega, ma dice che anche se non racconta "questo segreto", i pensieri arrivano sempre nella sua testa. E io mi sono sentita impotente davanti alla sofferenza di questa creatura, costretta da sempre a vivere situazioni più grandi di lei. Enormi da portarne il peso. E quel peso è costretta a portarlo su quelle spallucce da uccellino.
Che poi cosa significa "il voler difendere la famiglia"? Nel difendere, a mio avviso, è compreso anche il preservare, e questa bambina chi la sta preservando, difendendo? La sua innocenza sta prendendo pian piano tutta un'altra strada, la sta abbandonando. E non è vero un cazzo che "a lei non gliene sbatte nulla".....lei è un vero e proprio tormento interiore!!! Ma urlare, insultare e inveire è troppo più importante che prenderla in braccio, tenerla stretta, far scivolare in lei quel minimo di sicurezza e serenità del quale ha bisogno, del quale ha il diritto assoluto. Perchè non solo questa bambina non ha chiesto di venire al mondo, ma non ha neanche chiesto di vivere una vita sgretolata dagli altri.
Ogni volta che la vedo, mi corre incontro saltandomi addosso. Sarà solo perchè le racconto un'infinità di novelle? Forse. Sarà che parlo con lei? E intendo parlare, non dire cretinate, parlare per farle sentire che è ascoltata, che per lei ci siamo, che non è sola. Sarà perchè quando giochiamo insieme io mi diverto come lei, e questo lo avverte?
Io non ci ho capito una sega di questo mondo merdoso. Mi sento inadeguata. Ciascuno di noi nasce per sbagliare, che in realtà è proprio dagli errori che si impara qualcosa. Ma il perseverare, non è diabolico, è semplicemente una bestialità. Il perseverare a sbagliare con i figli è solamente demenza. E' egoismo.
Io sono una mamma inetta. Ne sono consapevole. Io sono una misera mamma. Lo so benissimo. Ma amare i propri figli e rispettarli prima di tutto come individui, è la base di tutto. Io so solo una cosa, che non c'è niente di più bello, appagante e meraviglioso del vedere un bambino che sorride. Ma di gioia.
E la sola sua fortuna è che i suoi nonni l'adorano infinitamente. La mamma, certo che le vuole bene, ma tra volerle bene e saperlo dimostrare, ce ne corre. Eccome se ce ne corre.
Piccola C. quanto mi dispiace....non puoi immaginarlo, o forse sì, forse riesci a vedere la tristezza nei miei occhi, perchè tu la conosci bene, la vivi, e allora la sai interpretare anche negli altri.
Quando un'essere umano subisce una violenza, che sia fisica o psicologica, o rischia di divenire a sua volta carnefice, o la violenza non riesce più a tollerarla, sotto qualunque forma sia.
Il problema principale è solo uno: che la violenza porta solo violenza. Non porta a niente.
E tu, piccola C. cerca di non farteli venire più “quei pensieri”, provaci almeno, ci sono momenti nella vita dove puoi far affidamento solo su te stesso. Sulla tua forza, sul tuo essere.
Io ce l'ho fatta, puoi farcela anche te. Lo spero.