QUALCUNO DISSE:
...."FINO A QUANDO IL COLORE DELLA PELLE, LE DIFFERENZE RELIGIOSE E DI PENSIERO SARANNO PIU' IMPORTANTI DEL COLORE DEGLI OCCHI, CI SARA' SEMPRE LA GUERRA"......(BOB MARLEY)
COITO*ERGO*SUM
DEDICATO AGLI IMBECILLI
CATALOGO DELLE CAZZATE:
EBBERO DA (RI)DIRE:
DISSI UNA VOLTA:
MI FACCIO I CAZZI DI:
PARLO MALE DI ME
CONTA-BISCHERI

quando una delle poche certezze che hai va in frantumi,
tu non puoi far altro che ridurti in schegge.
E ora lasciatemi in pace.
si combatte all'infinito per guadagnarsi un minuscolo angolo di felicità...
ma ci sono dei rischi da correre...
è una delle regole della vita...
e siccome questo gioco della vita voglio giocarlo fino in fondo...
correrò i rischi.
qualunque essi siano.
mi metto in stand-by
avere la consapevolezza di cosa si vuole per se stessi viene, purtroppo e spesso,
fraintesa per egoismo.
è un peccato.
ora come ora, l'unica cosa che vorrei è essere compresa e non sentita, ma ascoltata.
perchè adesso il male che ho dentro è fortissimo.
e gli occhi hanno degli aghi che bucano per non fare uscire le lacrime.
vorrei sotterrarmi sotto tre metri di neve.
e risvegliarmi a maggio.
E' una questione di mentalità o di carattere?
Non lo so, io so solamente che ho visto una bambina sfinita, che a sei anni lamenta il mal di testa, e a quell'età non è emicrania o cefalea, è solo desiderio di non voler più ascoltare certi discorsi. Le dicono di non raccontare nulla, che altrimenti la portano via dalla mamma. E lei non fa una piega, ma dice che anche se non racconta "questo segreto", i pensieri arrivano sempre nella sua testa. E io mi sono sentita impotente davanti alla sofferenza di questa creatura, costretta da sempre a vivere situazioni più grandi di lei. Enormi da portarne il peso. E quel peso è costretta a portarlo su quelle spallucce da uccellino.
Che poi cosa significa "il voler difendere la famiglia"? Nel difendere, a mio avviso, è compreso anche il preservare, e questa bambina chi la sta preservando, difendendo? La sua innocenza sta prendendo pian piano tutta un'altra strada, la sta abbandonando. E non è vero un cazzo che "a lei non gliene sbatte nulla".....lei è un vero e proprio tormento interiore!!! Ma urlare, insultare e inveire è troppo più importante che prenderla in braccio, tenerla stretta, far scivolare in lei quel minimo di sicurezza e serenità del quale ha bisogno, del quale ha il diritto assoluto. Perchè non solo questa bambina non ha chiesto di venire al mondo, ma non ha neanche chiesto di vivere una vita sgretolata dagli altri.
Ogni volta che la vedo, mi corre incontro saltandomi addosso. Sarà solo perchè le racconto un'infinità di novelle? Forse. Sarà che parlo con lei? E intendo parlare, non dire cretinate, parlare per farle sentire che è ascoltata, che per lei ci siamo, che non è sola. Sarà perchè quando giochiamo insieme io mi diverto come lei, e questo lo avverte?
Io non ci ho capito una sega di questo mondo merdoso. Mi sento inadeguata. Ciascuno di noi nasce per sbagliare, che in realtà è proprio dagli errori che si impara qualcosa. Ma il perseverare, non è diabolico, è semplicemente una bestialità. Il perseverare a sbagliare con i figli è solamente demenza. E' egoismo.
Io sono una mamma inetta. Ne sono consapevole. Io sono una misera mamma. Lo so benissimo. Ma amare i propri figli e rispettarli prima di tutto come individui, è la base di tutto. Io so solo una cosa, che non c'è niente di più bello, appagante e meraviglioso del vedere un bambino che sorride. Ma di gioia.
E la sola sua fortuna è che i suoi nonni l'adorano infinitamente. La mamma, certo che le vuole bene, ma tra volerle bene e saperlo dimostrare, ce ne corre. Eccome se ce ne corre.
Piccola C. quanto mi dispiace....non puoi immaginarlo, o forse sì, forse riesci a vedere la tristezza nei miei occhi, perchè tu la conosci bene, la vivi, e allora la sai interpretare anche negli altri.
Quando un'essere umano subisce una violenza, che sia fisica o psicologica, o rischia di divenire a sua volta carnefice, o la violenza non riesce più a tollerarla, sotto qualunque forma sia.
Il problema principale è solo uno: che la violenza porta solo violenza. Non porta a niente.
E tu, piccola C. cerca di non farteli venire più “quei pensieri”, provaci almeno, ci sono momenti nella vita dove puoi far affidamento solo su te stesso. Sulla tua forza, sul tuo essere.
Io ce l'ho fatta, puoi farcela anche te. Lo spero.
Mimma, poco più di 50 anni, piccola di statura, il viso come quello di una bambina, di una dolcezza
disarmante, sempre affettuosa con tutti, a volte anche troppo, generosa anche quando la sorte
le ha dato una vita troppo misera, un tono di voce calmo, tranquillo, mai una volta l'ho vista
arrabbiarsi con chicchesia....
il tumore le ha suonato alla porta qualche mese fa, e lei sorridendo, ha affrontato l'inatteso
ospite....
adesso sta diventanto cieca, lentamente, poco alla volta...
mi guarda da vicino e poi: "non t'impressionare, non voglio mangiarti, ma che vuoi,
non riuscivo a capire cosa fosse quel ciondolo che hai al collo, del resto non ci vedo quasi più
nulla...."...
Mimma...meravigliosa Mimma....continua a sorridere ti prego, continua a lottare ti supplico...
io le bestemmie le dico sempre, ma tra una e l'altra riuscirò anche a recitare una preghiera per te...
e io con i miei insulsi problemi, difronte alla tua dignità, mi sento veramente una merda
Mimma, non ti arrendere per favore....senza di te, troppo amaro diverrebbe questo mondo...
sì. voglio andarmene da quì.
un posto dove il rispetto non è gratis e dovuto, bensì un premio in base al fatturato.
dove l'educazione è morta insieme a cristo mille e mille anni fa.
voglio andarmene.
ne ho sentito parlare spesso.
credevo fosse una cosa lontanissima da me.
che avesse comunque dato dei segnali prima,
invece no..
e scappo in bagno a piangere, oppure mi faccio violenza e
reprimo tutto, sto in silenzio, non parlo più...
i colleghi stanno al loro posto...
io al mio, non mi confronto più, sto rinchiusa nel mio angolo morsa
dall'angoscia di sperare che colui arrivi più tardi possibile,
nell'attesa di sentire la sua voce che rintrona ovunque e che mi
stringe lo stomaco come un gomitolo....
no.
non sono una con le palle. non sono una donna coraggiosa.
non ho forza a sufficienza. non ce la faccio a reagire come dovrei.
paura. soggezione. timore di non so cosa.
e intanto il mobbing è diventato il mio compagno di scrivania.
dovrò uscirne prima o poi. lo devo alla mia testa. al mio fisico.
a quelli che mi amano e per tutto questo mi sopportano.
lo devo a colui o colei che prima o poi prenderà il mio posto quì
e finalmente sarà una persona che sa farsi rispettare.
lo spero.
ma io, di lottare, sono già stanca.
che gioco perverso umiliare le persone.
quelle poi che dici di amare.
e un bigliettino attaccato alla porta che contiene le ennesime scuse
fa ancora più male.
ma si può perdonare.
per l'ennesima volta.
perchè le mamme lo sanno fare.
fa parte dei loro ruoli.
ma stamani c'è qualcosa di diverso.
un'incrinatura. una minuscola crepa, sottile ma presente.
e una goccia di cianoacrilico non sarà sufficiente.
si piange un po'. si ricacciano le lacrime, le si ingoiano insieme al caffè, si elargiscono
ridicoli sorrisi e si va avanti.
eppure ieri avevo così tanto orgoglio dentro.....
tanto...immenso ed infinito...
stamani c'è ancora,
sempre immenso ed infinito...
solo un po' soffocato...
questa vita sarà anche meravigliosa...
ma a me sembra che sia proprio una 'mmerda!
e riuscire a sbattere la cruda realtà in faccia a chi ami, mi fa sentire
ancora più di 'mmerda.
ma per amor suo non posso raccontarle cazzate.
che sorella del cazzo sarei?
sento che soffre, e piange, fino a farsi mancare il respiro.
e io che continuo a vomitarle addosso la verità, quella verità che lei non accetta.
ma vaffanculo.
dovrei forse raccontarle che cristo è morto di sonno sullo scooter?
no, a lei non posso. non devo. non voglio.
e allora ferisco, infierisco. ma per amore, solo per amore. immenso.
che lei è me.
oggi ho capito una cosa.
che fin quando sei piccolo, fai i cazzi tuoi alla grande....
più cresci e più ti comandano a bacchetta.
e il prenderlo in culo è solo il dessert.
figuriamoci l'ammazzacaffè.
quanto è difficile stare al mondo.
che poi conosci gente che sopravvive con 6 euro al giorno...
che poi Gilardino l'hanno acquistato per milioni e milioni di euro...
che poi viene a sapere di chi ha perso il lavoro e annessa dignità,
che poi una cliente pretende lo sconto di 22 euro su una vasca jacuzzi di 4500€...
che poi vieni a sapere di coloro ai quali hanno venduto la casa all'asta,
che poi c'è gente che ha la casa in città, al mare, in montagna, all'estero e forse sulla luna...
che poi scopri che la signora delle pulizie della vicina di casa manda ogni mese
alla sua famiglia d'origine quasi 800€, e ti domandi con quanto vive?
che poi il mio titolare si lamenta che il fatturato di 22 milioni di euro non è sufficiente...
che poi ti dicono che quella del piano di sotto, nel 2008, non ha la tv
in casa che non possono permettersi di pagare il canone,
mentre un'altro ha 4 televisori, sky, mediaset premium, play station, nintendo wii, xbox...
che poi mia figlia mi ha detto che un suo compagno di classe non ha mai
mangiato in vita sua una bistecca,
che poi nel bidone dell'immondizia ci ho visto con i miei occhi confezioni di
colomba pasquale ancora integre...
che poi...
a me sto mondo fa schifo al cazzo.
porcoddio.
(pregasi i timorosi del padreterno di lamentarsi altrove per il turpiloquio e le bestemmie)
vorrei ma non posso.
lo vorrei tanto, davvero.
perchè mi piace, ci sto bene.
e poi io so integrarmi bene ovunque.
ma non posso cazzo.
santissimo cazzo. vaffanculo. merda. porca la troia maledetta e tutti i beati.
non è una scusa.
non posso davvero.
qualche volta mi consolo sognando di farlo.
ma i sogni finiscono presto.