E le stelle stanno a..FARSI I CAZZI MIEI...!
...Fuck To Forget But Don't Forget To Fuck....

QUALCUNO DISSE:

...."FINO A QUANDO IL COLORE DELLA PELLE, LE DIFFERENZE RELIGIOSE E DI PENSIERO SARANNO PIU' IMPORTANTI DEL COLORE DEGLI OCCHI, CI SARA' SEMPRE LA GUERRA"......(BOB MARLEY)

COITO*ERGO*SUM

DEDICATO AGLI IMBECILLI

CATALOGO DELLE CAZZATE:

EBBERO DA (RI)DIRE:

DISSI UNA VOLTA:

MI FACCIO I CAZZI DI:

PARLO MALE DI ME

CONTA-BISCHERI

RIGURGITATO DALLA ::: shotenzenjin :::
12:01
sabato, 14 novembre 2009
Perchè ci si ostina a voler aiutare le persone quando queste il nostro aiuto lo rifiutano?
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RIGURGITATO DALLA ::: shotenzenjin :::
10:53
martedì, 03 novembre 2009
Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che e’ passato 
e’ come se non ci fosse mai stato.
Il passato e’ un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
 Il passato e’ solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho gia’ visto
non conta piu’ niente.
Il passato ed il futuro
non sono realta’ ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.
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RIGURGITATO DALLA ::: shotenzenjin :::
11:43
martedì, 27 ottobre 2009
Un grazie infinito, commosso e di cuore a chi domenica era appostato dietro quella parete facendomi piangere come una bambina e nascondermi per l'emozione!

La Mia Famiglia è incredibilmente speciale e unica!!!!

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RIGURGITATO DALLA ::: shotenzenjin :::
09:41
giovedì, 30 luglio 2009
Giornate pesanti.

Mille beghe al lavoro che, so già, mi faranno passare delle ferie di merda.

Parenti del cazzo che hanno avuto il coraggio di insultare mia mamma e mia nonna.

Sto reprimendomi troppo, lo sento. Ho i nervi a fior di pelle.

Devo sfogare la rabbia in qualche modo. Mi conosco, quando mi sforzo di "digerire" certe situazioni, è quando poi faccio il botto e crollo.

Me lo aspettavo. Da troppi mesi reggo troppo...ho buttato giù troppa roba...
adesso sono al limite.

Me ne accorgo dal fatto che scoppio in lacrime fin troppo facilmente per il nulla assoluto.
Che mi girano i coglioni dal momento in cui mi sveglio fino a quando mi addormento.

Non ho voglia di parlare, non ho voglia di interagire. Svogliata in tutto e apatica.
Non ho voglia neanche di sfogarmi con qualcuno. Perchè tirare tutto fuori è troppo faticoso.

Sono stanca. Troppo stanca. Sono insofferente. E la nausea non mi abbandona da giorni.

Non ho voglia di fare assolutamente niente di niente. Sto perdendo entusiasmo per qualsiasi cosa.

Brutto segno. Brutto.
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RIGURGITATO DALLA ::: shotenzenjin :::
11:12
sabato, 27 giugno 2009


  • Umanità:"Nato dalla preoccupazione di soccorrere senza discriminazioni i feriti dei campi di battaglia, il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, sia a livello internazionale che nazionale, opera per prevenire e alleviare in ogni circostanza le sofferenze degli uomini. Si applica a proteggere la vita e la salute, e a far rispettare la persona umana. Opera per la reciproca comprensione, l’amicizia, la cooperazione e una pace durevole tra tutti i popoli.".

  • Imparzialità:"Non fa alcuna distinzione di nazionalità, razza, religione, di condizione sociale o di appartenenza politica. Si dedica esclusivamente a soccorrere gli individui a seconda della gravità e dell'urgenza delle loro sofferenze."

  • Neutralità:"Per conservare la fiducia di tutti, il Movimento si astiene dal prendere parte alle ostilità così come, anche in tempo di pace, alle controversie d'ordine politico, razziale, religioso e ideologico."

  • Indipendenza:"Il Movimento è indipendente. Le Società Nazionali di Croce Rossa svolgono le loro attività umanitarie come ausiliarie dei poteri pubblici e sono sottoposte alle leggi in vigore dei rispettivi paesi. Tuttavia esse devono conservare un'autonomia che permetta loro di operare sempre secondo i Principi del Movimento."

  • Volontarietà:"La Croce Rossa è un movimento di soccorso volontario e disinteressato."

  • Unità:"In un paese non può esserci che un'unica Società di Croce Rossa o di Mezzaluna Rossa. Essa dev'essere aperta a tutti e deve estendere la sua attività umanitaria all’intero territorio."

  • Universalità:"Il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa è universale: in esso tutte le Società hanno uguali diritti ed il dovere di aiutarsi reciprocamente."

Questi i 7 principi fondamentali sui quali si basa la Croce Rossa Internazionale.
Questi i 7 principi sui quali ogni volontario del soccorso basa il suo lavoro.
Questi i 7 principi sui quali ho basato l'educazione delle mie figlie.
Una di loro, fiera oggi, di portare insieme a me quella divisa

Oggi si festeggeranno i 150 dalla Battaglia di Solferino.
Oggi il povero Henry Dunant di rivolterebbe nella tomba se vedesse lo scempio in cui si sono ridotti molti dei Comitati italiani di Croce Rossa.
Ma sicuramente il buon Dunant rifarebbe tutto daccapo.

Io oggi non sarò a Solferino, ma il mio cuore sarà lì, il mio pensiero andrà a Dunant.
Oggi comunque in suo onore indosserò la divisa.
Quella stessa divisa che ogni volta che copre il mio corpo, mi da energia, voglia di vivere, di tendere una mano e mi riempie di tanto orgoglio!

Alla Croce Rossa! Ad Maiora!






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RIGURGITATO DALLA ::: shotenzenjin :::
18:19
martedì, 16 giugno 2009




..............................................................................stop.


I pensieri sono ribelli, vanno addomesticati.
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RIGURGITATO DALLA ::: shotenzenjin :::
09:32
venerdì, 22 maggio 2009
L. ha deciso di andarsene.

E' il mio prediletto.

Il mio pupillo.

Genio, intelligente, perspicace, acuto, sensibile, grande ascoltatore, molto maturo, un ragazzo che non si è mai fermato alle apparenze ma ha sempre voluto andare oltre, per capire cosa c'è dietro ad una frase, un'atteggiamento, una persona.
Divertente, serio, grande lettore di libri come me. Lo contraddistingue una grande curiosità nei confronti di tutto.
Irascibile, umile quando sa di aver sbagliato.
Un metro e novantadue centimetri in un ragazzo di 23 anni.

Mi mancherà da morire. Grande compagno di lavoro.
Grazie per essermi stato amico, prima che collega.

Buona fortuna L.


E intanto bestemmio in silenzio perchè gli addii e le partenze non li digerisco proprio.

Mmeerrddaa.

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RIGURGITATO DALLA ::: shotenzenjin :::
18:12
sabato, 14 marzo 2009
un mese fa a quest'ora eri con i tuoi amici a divertirti.
un mese fa tra poche ore eri steso nel suolo freddo e grigio di un'asfalto, coperto
da un lenzuolo bianco.

già un mese è passato.

e dalla tua nascita sono passati poco più di diciotto anni.
in quella bara sembravi un bambino.
paradossalmente eri bellissimo anche lì.

oggi, con un'estremo coraggio, sono tornata alla tua tomba.
gli amici si ritrovano lì da te ogni santo e maledetto giorno.
tuo padre mi è venuto incontro.
mi ha stretta e ha pianto.
ci siamo seduti sotto quel sole meravigiosamente tiepido.

e in un silenzio che non faceva male mi ha detto:
"chissà se in un cimitero si può dire la parola vaffanculo".

"diciamolo insieme" gli ho risposto.

ci siamo abbracciati, e come se fosse la cosa più naturale del mondo, ha iniziato
a raccontarmi tutta la vicenda...dall'inizio...alla fine.
già. perchè purtroppo c'è stata una fine di merda.

ho pianto fino a vergognarmi.
perchè io a quarantanni vivo e mi faccio baciare dal sole.
tu a 18 anni anni, il sole non lo vedrai più.

Isaac, occhi belli, ti chiamavano così,  l'unica speranza che ci rimane è che
prima o poi ci rincontreremo.
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RIGURGITATO DALLA ::: shotenzenjin :::
10:08
martedì, 10 marzo 2009
la settimana passata è stata difficile.
perchè è difficile fare il genitore.

perchè, per quanto ti sforzi di far capire a tua figlia che ciascuno della propria vita
non può fare "che cazzo vuole", sai in cuor tuo che anche te alla sua età volevi questo.

ma nonostante ciò, non puoi dirle sempre "sì". non puoi assecondarla nei suoi
periodi in cui esiste solo la voglia di stronzeggiare, di non fare nulla, di non prendere atto delle proprie scelte, di assumersi le proprie responsabilità.

e allora nascono discussioni.

e non discussioni costruttive e amorevoli.
no.
son volati anche degli schiaffi.
e ci sono state urla.
e alla fine una porta che è stata sbattuta e qualcuno se n'è andato.
non io.
e attendi che ritorni, perchè hai paura, la preoccupazione ti avvolge.
pensi che potrebbe anche accaderle qualcosa.



e alla fine eccoli la.
fieri e spavaldi che tornano impassibili.
i sensi di colpa.
dove ho sbagliato?
non mi pento di averle dato qualche schiaffo.
no. non sono quelli che mi fanno sentire una mamma di merda.

è ben altro.

eppure ho sempre insegnato alle mie figlie che, per quanto chiunque vorrebbe vivere la propria vita come meglio crede e vuole, ci sarà sempre qualcuno al quale dovranno rendere conto.

e quel qualcuno, in primis, sono proprio loro stesse.

e ho fatto il possibile per insegnare loro il distinguersi sempre dalla massa.
nel pensare, nell'agire, nel comunicare.

per essere sempre loro stesse.

ho insegnato loro ad amare perchè lesinare amore è privarsi del piacere più grande.
ho insegnato loro ad arrangiarsi, perchè l'autonomia e l'indipendenza sono una grande forma di libertà.
ho insegnato loro a rispettare gli altri e ad essere tolleranti. perchè diversamente un giorno potrebbero ritrovarsi loro dalla parte dell'emarginata.

o meglio. ho cercato di insegnare loro queste cose.
ma oggi ho paura che non sia stata chiara nei concetti.

vorrei per loro una vita fatta di onestà.
perchè non è vero un cazzo che chi vive da onesto lo prenderà sempre nel culo.
io credo in questo.
vorrei che avessero una vita piena d'amore e rispetto, che senza queste due cose non si va da nessuna parte e si rimane vuoti.

cos'è che ho sbagliato?
le ho coccolate troppo forse?
io sono una "mamma di carne". sento il bisogno fisico di toccare le mie figlie.
devo baciarle, abbracciarle, toccarle.
mi piace annusarle.
sono una mamma giullare. mi piace da impazzire far divertire le mie figlie.
quando siamo a casa, in macchina per un viaggio, o anche a fare la spesa.

io sono una mamma che ha sempre preso la via della verità.
che le ha sempre rese partecipi delle mie decisioni o scelte.

forse le ho coinvolte troppo. avrei dovuto evitare di parlare di certe cose.
ma se un giorno non posso permettermi di comprare loro qualcosa, non posso inventarmi cazzate è bene che sappiano qual'è la realtà dei fatti.
che io ho un solo stipendio. e non da dirigente.

forse le ho responsabilizzate troppo?
o forse meglio così che delle future irresponsabili.

lo so di aver sbagliato in tante cose. ma sono una mamma comune.
non sono una mamma speciale. non sono una mamma inossidabile e invincibile.
sono una mamma con un'infinità di debolezze, poche certezze e tanto tanto amore.

ho sbagliato, ne sono certa.
cercherò d'imparare dai miei sbagli.
devo provarci.
lo devo a loro.
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RIGURGITATO DALLA ::: shotenzenjin :::
18:11
martedì, 10 febbraio 2009

Su Eluana hanno parlato, o meglio straparlato a vanvera, anche troppo...

biechi, bigotti e ottenebrati adesso si accaniranno ancora di più...

io preferisco solo mandarle un ultimo saluto...

Buon viaggio....

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RIGURGITATO DALLA ::: shotenzenjin :::
08:47
martedì, 27 gennaio 2009

quando una delle poche certezze che hai va in frantumi,

tu non puoi far altro che ridurti in schegge.

E ora lasciatemi in pace.

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RIGURGITATO DALLA ::: shotenzenjin :::
18:40
venerdì, 09 gennaio 2009

si combatte all'infinito per guadagnarsi un minuscolo angolo di felicità...

ma ci sono dei rischi da correre...

è una delle regole della vita...

e siccome questo gioco della vita voglio giocarlo fino in fondo...

correrò i rischi.

qualunque essi siano.

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RIGURGITATO DALLA ::: shotenzenjin :::
17:32
mercoledì, 03 dicembre 2008

signor titolare, Lei deve capire una volta per tutte che lo stipendio che mi da (da fame), non è un premio per quello che faccio, bensì mi spetta.

signor titolare, Lei non può guardare la mia busta paga con sdegno ogni volta che me la porge, perchè rammenti che Lei non mi sta regalando niente.

signor titolare, Lei deve capire che gli esseri umani commettoni errori, e questa cosa deve accettarla, che Le piaccia o meno.

signor titolare, Lei dovrebbe dare qualche pacca in più sulle spalle dei suoi dipendenti, anzichè esigere, esigere, esigere, esigere....e basta!

signor titolare, Lei farebbe bene a risparmiare soldi per quello schifo di pacco natalizio, per quella ridicola cena aziendale di fine anno che offre a tutti i suoi quasi 100 dipendenti, per quei monitor al plasma da 46" che ha fatto esporre in ciascuna delle sue 13 filiali con sciocche pubblicità, per quel canale in rete che Le ha permesso di avere un M******** Channel..........MA A CHI GLIENE FOTTE DI STA ROBA?

SIGNOR TITOLARE, DIA RETTA A ME, INVESTA PIU' CHE ALTRO SULLE SUE RISORSE UMANE, PIUTTOSTO.....CHE QUI' A LUNGO ANDARE LE PALLE SCOPPIANO. E SE SCOPPIANO CONTEMPORANEAMENTE A TUTTI....LO SCHIZZO SULLA SUA FACCIA SARA' DEVASTANTE!

grazie per la sua disponibilità, la sua attenzione e del suo tempo prezioso che spende sempre volentieri per i suoi dipendenti.

Sua devota e martire.

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RIGURGITATO DALLA ::: shotenzenjin :::
11:46
martedì, 14 ottobre 2008

 

E' una questione di mentalità o di carattere?

Non lo so, io so solamente che ho visto una bambina sfinita, che a sei anni lamenta il mal di testa, e a quell'età non è emicrania o cefalea, è solo desiderio di non voler più ascoltare certi discorsi. Le dicono di non raccontare nulla, che altrimenti la portano via dalla mamma. E lei non fa una piega, ma dice che anche se non racconta "questo segreto", i pensieri arrivano sempre nella sua testa. E io mi sono sentita impotente davanti alla sofferenza di questa creatura, costretta da sempre a vivere situazioni più grandi di lei. Enormi da portarne il peso. E quel peso è costretta a portarlo su quelle spallucce da uccellino.

Che poi cosa significa "il voler difendere la famiglia"? Nel difendere, a mio avviso, è compreso anche il preservare, e questa bambina chi la sta preservando, difendendo? La sua innocenza sta prendendo pian piano tutta un'altra strada, la sta abbandonando. E non è vero un cazzo che "a lei non gliene sbatte nulla".....lei è un vero e proprio tormento interiore!!! Ma urlare, insultare e inveire è troppo più importante che prenderla in braccio, tenerla stretta, far scivolare in lei quel minimo di sicurezza e serenità del quale ha bisogno, del quale ha il diritto assoluto. Perchè non solo questa bambina non ha chiesto di venire al mondo, ma non ha neanche chiesto di vivere una vita sgretolata dagli altri.

Ogni volta che la vedo, mi corre incontro saltandomi addosso. Sarà solo perchè le racconto un'infinità di novelle? Forse. Sarà che parlo con lei? E intendo parlare, non dire cretinate, parlare per farle sentire che è ascoltata, che per lei ci siamo, che non è sola. Sarà perchè quando giochiamo insieme io mi diverto come lei, e questo lo avverte?

Io non ci ho capito una sega di questo mondo merdoso. Mi sento inadeguata. Ciascuno di noi nasce per sbagliare, che in realtà è proprio dagli errori che si impara qualcosa. Ma il perseverare, non è diabolico, è semplicemente una bestialità. Il perseverare a sbagliare con i figli è solamente demenza. E' egoismo.

Io sono una mamma inetta. Ne sono consapevole. Io sono una misera mamma. Lo so benissimo. Ma amare i propri figli e rispettarli prima di tutto come individui, è la base di tutto. Io so solo una cosa, che non c'è niente di più bello, appagante e meraviglioso del vedere un bambino che sorride. Ma di gioia.

E la sola sua fortuna è che i suoi nonni l'adorano infinitamente. La mamma, certo che le vuole bene, ma tra volerle bene e saperlo dimostrare, ce ne corre. Eccome se ce ne corre.



Piccola C. quanto mi dispiace....non puoi immaginarlo, o forse sì, forse riesci a vedere la tristezza nei miei occhi, perchè tu la conosci bene, la vivi, e allora la sai interpretare anche negli altri.

Quando un'essere umano subisce una violenza, che sia fisica o psicologica, o rischia di divenire a sua volta carnefice, o la violenza non riesce più a tollerarla, sotto qualunque forma sia.

Il problema principale è solo uno: che la violenza porta solo violenza. Non porta a niente.

E tu, piccola C. cerca di non farteli venire più “quei pensieri”, provaci almeno, ci sono momenti nella vita dove puoi far affidamento solo su te stesso. Sulla tua forza, sul tuo essere.

Io ce l'ho fatta, puoi farcela anche te. Lo spero.






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RIGURGITATO DALLA ::: shotenzenjin :::
16:21
mercoledì, 08 ottobre 2008

Mimma, poco più di 50 anni, piccola di statura, il viso come quello di una bambina, di una dolcezza

disarmante, sempre affettuosa con tutti, a volte anche troppo, generosa anche quando la sorte

le ha dato una vita troppo misera, un tono di voce calmo, tranquillo, mai una volta l'ho vista

arrabbiarsi con chicchesia....

il tumore le ha suonato alla porta qualche mese fa, e lei sorridendo, ha affrontato l'inatteso

ospite....

adesso sta diventanto cieca, lentamente, poco alla volta...

mi guarda da vicino e poi: "non t'impressionare, non voglio mangiarti, ma che vuoi, 

non riuscivo a capire cosa fosse quel ciondolo che hai al collo, del resto non ci vedo quasi più

nulla...."...

Mimma...meravigliosa Mimma....continua a sorridere ti prego, continua a lottare ti supplico...

io le bestemmie le dico sempre, ma tra una e l'altra riuscirò anche a recitare una preghiera per te...

e io con i miei insulsi problemi, difronte alla tua dignità, mi sento veramente una merda

Mimma, non ti arrendere per favore....senza di te, troppo amaro diverrebbe questo mondo...

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RIGURGITATO DALLA ::: shotenzenjin :::
09:08
mercoledì, 03 settembre 2008

sì. voglio andarmene da quì.

un posto dove il rispetto non è gratis e dovuto, bensì un premio in base al fatturato.

dove l'educazione è morta insieme a cristo mille e mille anni fa.

voglio andarmene.

ne ho sentito parlare spesso.

credevo fosse una cosa lontanissima da me.

che avesse comunque dato dei segnali prima,

invece no..

e  scappo in bagno a piangere, oppure mi faccio violenza e

reprimo tutto, sto in silenzio, non parlo più...

i colleghi stanno al loro posto...

io al mio, non mi confronto più, sto rinchiusa nel mio angolo morsa

dall'angoscia di sperare che colui arrivi più tardi possibile,

nell'attesa di sentire la sua voce che rintrona ovunque e che mi

stringe lo stomaco come un gomitolo....

no.

non sono una con le palle. non sono una donna coraggiosa.

non ho forza a sufficienza. non ce la faccio a reagire come dovrei.

paura. soggezione. timore di non so cosa.

e intanto il mobbing è diventato il mio compagno di scrivania.

dovrò uscirne prima o poi. lo devo alla mia testa. al mio fisico.

a quelli che mi amano e per tutto questo mi sopportano.

lo devo a colui o colei che prima o poi prenderà il mio posto quì

e finalmente sarà una persona che sa farsi rispettare.

lo spero.

ma io, di lottare, sono già stanca.

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